Uno haibun pubblicato su Le Lumachine di maggio.

 

Un mio haibun pubblicato sul nuovo numero 20 della rivista “Le Lumachine” di maggio 2017, a cura di Stefano d’Andrea.
In fondo al post troverete il file in formato pdf da scaricare, dove potrete leggere anche gli haibun premiati e gli altri testi con menzione d’onore.

Ma prima, vi lascio alle parole di Stefano, che ci racconterà come la passione per lo haiku e la visione comune di due amici abbia dato vita a questo interessante progetto letterario.

 

“L’idea di creare il “Foglio degli amici dello haiku” Le Lumachine, uscito inizialmente con cadenza trimestrale, poi divenuta quadrimestrale e, negli ultimi tempi, assai elastica, è nata a Sanremo, a quattro mani, con il mio amico e sodale Paolo Sommariva, e ha iniziato il suo lento percorso nel 1999. Un bel giorno, chiacchierando di haiku, (di cui entrambi eravamo appassionati e di cui avevamo pubblicato in proprio una plaquette, ben prima che il genere divenisse quasi modaiolo), ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: “Perché non realizziamo una rivistina sulla quale pubblicare i nostri haiku?”
La cosa sembrava nata così, in funzione auto-promozionale e tale destinata a restare, ma si è presto trasformata in qualcosa di più ampio e articolato, selezionando, accogliendo e proponendo contributi molto più inclusivi, anche di natura grafica e pittorica, coinvolgendo gli artisti nostri amici. Contributi, dicevo, provenienti non soltanto dall’antica e gloriosa tradizione giapponese, ma allargati al ‘900 storico occidentale e alla contemporaneità, non soltanto italiana. A tutt’oggi, infatti, sono stati realizzati 5 numeri dedicati alla scuola giapponese (Bashō, Buson, Issa, Shiki e altri), 2 numeri antologici dedicati al ‘900 storico occidentale (Pound, Borges, Paulhan, Lowell, Stevens, Seferis e poeti della Beat Generation), 6 numeri dedicati alla contemporaneità italiana e ispanoamericana, oltrechè un omaggio speciale dedicato ai Nishiki-e del maestro imperiese Ligustro.
Motivo di un certo orgoglio è stato l’avere pubblicato in prima traduzione italiana due diari di viaggio (Haibun) di Bashō.

Il titolo e il logo della rivista si proponevano di focalizzare l’attenzione, in quest’epoca pesantemente condizionata dal mito/feticcio della fretta, sulla lentezza contemplativa, humus psicologico ed esistenziale necessario alla creazione di questo particolare genere poetico, apparentemente lontanissimo dalle dure realtà economico-sociali, ma proprio per questo, noi crediamo, strumento prezioso e ideale viatico per la sua funzione d’introspezione “curativa”.
Si è voluto inoltre evidenziare anche l’aspetto di assoluta gratuità dell’atto, un puro “sfizio-divertissement” con finalità esclusivamente divulgative, senza alcun fine di lucro né di ambizione personale, inviando per molti anni a tante persone la rivista per posta in forma cartacea.”

Stefano D’Andrea.

 

 

Qui il il file:  Le Lumachine Maggio 2017

 

 

Ukiyo-e: Katsushika Hokusai, Peasants and Travelers in an Autumn Landscape (1835-1836).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *