Pioggia di petali: alcuni haiku e tanka.

 

 

 

sulla battigia
le orme di un grosso cane
piene di vento

 

 

sdraiato su un fianco
galleggia il moscerino
nella mia birra

 

 

in una busta
rimasta intatta, vecchie
foglie d’edera

 

 

impassibile
anche alla nevicata
il Buddha di legno

 

 

inclinandosi,
traboccano i calici
delle magnolie

 

 

pioggia di petali ‒
il pianto di un bambino
si lega al vento

 

 

sulla panchina
dell’ospedale, un cucchiaino
per l’eroina

 

 

vento brillante ‒
spoglia il grido d’amore
del pavone

 

 

estirpandola
mi colma di profumo
la lavanda seccata

 

 

Vecchie canzoni,
cantate mentre passo
obliquamente
la lama del coltello
sulle erbe di campo.

 

 

Senza curarsi
del vento, il gatto va
attraversando
un vortice di petali
di un bianco cangiante.

 

 

Come fossero
rugiada, le lacrime
in questi occhi
febbricitanti bevono
luce primaverile.

 

 

A un solo salto
della lepre, l’intero
mio mondo crolla
e rinasce in un arco
di luce abbagliante.

 

 

Come abitato
da un corpo invisibile,
pare sul punto
di spiccare un balzo
il guanto da giardino.

 

 

Il tulipano
lasciato da qualcuno,
di un giallo vivo
sboccia puntando al vertice
del segnale stradale.

 

 

Ukiyo-e by Hasui Kawase, Atagoyama in Spring (Haru no Atagoyama), from the series Twelve Scenes of Tōkyō (Tōkyō jūnidai), 1921. Source: Wikimedia Commons. 

 

 

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