Gli occhi di un vecchio

 

Poteva essere un venerdì qualunque questa giornata grigia e umida, il traffico scorre veloce su un asfalto altrettanto grigio. Siamo vicini al Natale e gli edifici che costeggiano la statale sono decorati a festa, le uniche luci a penetrare un mondo altrimenti di un unico colore. Mi fermo a fare benzina, la spia sul cruscotto segnala che il serbatoio è in riserva e, nonostante sia in ritardo, è meglio che lo faccia ora, prima di andare al lavoro. 

  Un uomo si avvicina al finestrino abbassato e, mentre distrattamente armeggio con la borsa, gli chiedo di erogarmi venti euro di carburante, poi prendo una banconota dal portafogli e scendo dall’auto. Rimango lì, ferma in piedi ad osservarlo mentre svolge il suo lavoro: pare così fragile il suo corpo mentre con lentezza compie tutti i gesti necessari; noto che non saprei dargli un’età nonostante il suo viso sia segnato da tante piccole rughe, ma dal colore della sua pelle e dai lineamenti capisco che viene dall’India e mi soffermo ad immaginare da quale zona provenga. Lo guardo appoggiare la pistola nel blocco della pompa e girarsi verso di me ed è solo ora che i suoi piccoli occhi scuri e profondi si posano sui miei, più grandi e altrettanto scuri. È un solo istante, un solo momento in cui li vedo dilatarsi come una lieve fiamma… Un sorriso impercettibile li rende ancor più luminosi: occhi che incontrano altri occhi.

 

toni di grigio –

negli occhi di un vecchio

mi riconosco

 

  Tengo ancora una banconota stropicciata tra le mani, gliela porgo come fosse un fiore delicato. Lo ringrazio e lo guardo ancora per un momento prima di risalire nella mia auto e ripartire, portando ancora con me la sensazione della sua presenza e, mentre oltre i finestrini nuovamente scorrono anonimi edifici di periferia, mi chiedo se quell’uomo sappia che oggi mi ha lasciato un po’ di lui, in un giorno grigio come tanti.

 

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