Cristianità nello haiku: uno hokku di Kobayashi Issa commentato da Chris Drake

Una mia traduzione del commento di Chris Drake a uno hokku di Kobayashi Issa, tratto dal gruppo di discussione Haikai Talk.

 

君が世や茂りの下の那蘇仏
kimi ga yo ya shigeri no shita no yaso-botoke

Il regno in pace –
In un boschetto, nascosto
un Buddha-Gesù

 

Questo hokku estivo risale al 1793, durante i pellegrinaggi di Issa nel Giappone dell’ovest, dopo aver lasciato il gruppo haikai Katsushika di Edo, in un’estate in cui egli si trovava nell’isola sudoccidentale di Kyushu. Durante la primavera, aveva soggiornato nella piccola città di Yatsushiro, in un tempio buddhista dove il sacerdote capo era anche un poeta di haikai, deve aver così sentito parlare della rivolta del 1637 dei cattolici di Roma ad Amakusa, l’isola al largo di Yatsushiro.

Questa ribellione contro il signore locale, inviato dallo shogun a controllare l’area, avvenne all’incirca nello stesso periodo di una grande ribellione da parte dei cristiani giapponesi nell’area appena a nord di Shimabara, dove le truppe dello shogun inviate a sedare la rivolta furono quasi sconfitte. Precedentemente, nel 1614, lo shogunato aveva dichiarato rigorosamente fuorilegge il cristianesimo in Giappone, dal momento che egli considerava i missionari come degli inviati dalle potenze europee con lo scopo di colonizzare il Giappone, ma, dopo le ribellioni del 1637, l’arresto e le persecuzioni dei cristiani iniziarono davvero.
Alcuni cristiani vennero crocifissi, mentre molti altri vennero deportati nelle colonie della Spagna e del Portogallo. Inoltre, tutti i giapponesi furono costretti a dichiararsi credenti presso un tempio buddhista, così i rimanenti cristiani entrarono in clandestinità, continuando a praticare in segreto.

Ai tempi di Issa, lo shogunato non aveva più la preoccupazione riguardo ai tentativi da parte dei paesi occidentali di colonizzare il Giappone nel nome della cristianità e le pubbliche persecuzioni dei cristiani erano praticamente cessate, anche se era ancora illegale essere cristiani; quindi la statua menzionata nello hokku sembra essere nascosta all’interno di un boschetto, ma Issa, un acuto osservatore dei dettagli, l’aveva individuata. Quasi invisibile, al di sotto di rami e foglie, è una statua in pietra di Gesù, realizzata in uno stile che richiama al buddhismo per camuffarla, oppure perché i credenti avevano immaginato Gesù similmente alle immagini tradizionali buddhiste. Dal momento che i cristiani in clandestinità erano cattolici, la più comune forma di “Gesù-Buddha” fu una statua della Madonna con bambino, in cui Gesù è un bambino e Maria rassomiglia al bodhisattva della misericordia Kannon (Avalokiteśvara), che in Giappone viene solitamente rappresentato al femminile. Kannon potrebbe essere il “Buddha” dello hokku, dato che anche i bodhisattva sono stati indicati come Buddha.

La statua potrebbe essere un oggetto di culto, anche se Katō Shūson, uno haijin e studioso di haiku, credeva che fosse l’indicazione di una tomba cristiana discreta oppure di un cimitero, forse era una croce insolita oppure un crocifisso. La statua probabilmente non era stata posta proprio accanto alla strada, ma nemmeno era stata nascosta completamente. Potrebbe essere vecchia di un secolo o più, eventualmente anche contemporanea, e l’atteggiamento di Issa non è del tutto chiaro.
Issa, tuttavia, sembra essere grato allo shogunato e all’attuale shogun per il loro ruolo pacifista dalle ribellioni cristiane di un secolo e mezzo antecedenti. Probabilmente loda anche gli shogun per il loro contributo al mantenimento della lunga pace a Kyushu, permettendo in maniera tacita ai molti cristiani di praticare il culto privatamente e pacificamente. Probabilmente non capisce molto del cristianesimo, ma può percepire alla vista della statua cristiana una sorta di armonia tra cristianesimo e buddhismo, forse come se venisse rivelata dalla fusione tra Maria e il suo bambino e la misericordiosa bodhisattva Kannon con il suo a simboleggiare l’umanità.

Issa, ovviamente, sente che la sua stessa possibilità di vagare liberamente in tutto il paese è dovuta alla pace che è continuata sotto lo shogun dal momento in cui è salito al potere nel 1603, scrivendo diversi hokku durante i suoi anni di pellegrinaggio nell’ovest del Giappone usando l’espressione “kimi ga yo” – Il regno dell’imperatore (la prima riga del componimento in questione che Drake  traduce come “il regno in pace” – n.d. t.). L’espressione solitamente esprime gratitudine e fa riferimento alla pace e all’armonia, anche se talvolta Issa la usò anche ironicamente o in senso critico. Questa espressione proviene dalle antiche waka, ma non si riferisce solamente all’imperatore e non ha toni nazionalistici. All’epoca di Issa “imperatore” era più comunemente riferito allo shogun, il governatore politico e militare in particolare per gli abitanti di Edo come Issa, sebbene a Kyoto e tra i sostenitori dell’imperatore la frase è ad egli riferita, nonostate l’imperatore non avesse reale potere politico a quel tempo. In uno hokku cerimoniale, di conseguenza, “imperatore” è probabile che si riferisca proprio all’imperatore, mentre gli hokku che trattano di storia o politica probabilmente si riferiscono allo shogun e allo shogunato. Dal momento che fu lo shogunato a mettere fuori legge il cristianesimo e a imporre la pace che Issa lodava, ritengo che egli si stia riferendo allo shogun del tempo e ai suoi predecessori.

 

Immagine: una statua presente in un tempio buddhista. È un esempio in cui possiamo vedere la fusione tra il bodhisattva Kannon con il suo bambino (l’umanità) con Maria e il piccolo Gesù. La statua menzionata nello hokku è probabilmente più piccola.        http://blogimg.goo.ne.jp/user_image/50/0f/cfd92ffb0e0b2f2b2ddb649ce702f0e5.jpg

Si può consultare un’altra foto di una piccola statua di pietra esterna di Maria/Kannon con il suo bambino e una Maria/Kannon con molte mani, che tiene una croce (destra) con una delle sue mani sinistre. Tradizionalmente molte statue di Kannon hanno da 6 a 1000 braccia, allungando le quali aiuta molti esseri.    http://livedoor.blogimg.jp/minami_aizu/imgs/4/7/47ce5ed3.jpg

 

N.d.t.: Kimi ga yo (君が代 Il regno dell’imperatore)  “Kimi ga yo” è l’inno nazionale giapponese ed è anche uno degli inni nazionali più brevi attualmente in uso. Il testo, che è stato leggermente modificato, riprende un’antica waka, di autore anonimo, inclusa nel Kokinshū, risalente al periodo Heian (794-1185). Dal 1868 al 1945 “Kimi ga yo” è stato l’inno nazionale dell’Impero giapponese. Al termine della seconda guerra mondiale, in seguito alla resa incondizionata dell’Impero, “Kimi ga yo” mantenne di fatto la funzione di inno nazionale fino al 1999, anno in cui venne legalmente riconosciuto con l’entrata in vigore della Legge sulla bandiera e sull’inno nazionale.

Un ringraziamento a Valeria Simonova Cecon, per aver verificato la correttezza della mia traduzione.

 

 

Chris Drake è nato nel Tennessee (Stati Uniti) nel 1947. Dopo aver ottenuto il dottorato di ricerca in letteratura giapponese ad Harvard, si trasferì in Giappone dove ha insegnato letteratura giapponese e comparata per circa trent’anni presso l’Università di Atomi. Oltre ad essersi occupato di diverse traduzioni e commentari di renga, si interessa in particolare dell’opera di Issa, partecipando al gruppo di discussione Haikai Talk con le sue traduzioni dei componimenti e relativi commentari.             http://www.darlingtonrichards.com/index.php/haikai-talk/

 

 

 

4 Commenti

    1. Sohana Elisa

      Affascinante, Francesco, studiare le origini storiche attraverso cui si è sviluppato lo haiku, le sfumature che può contenere e il senso dietro a ciascun componimento.
      Grazie per la visita 🙂

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